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Il mio nome è Susanne Beyer.
Sono nata a Zoagli, provincia di Genova, l'11 dicembre 1978.
Da papà Thomas - tedesco - mi vengono il nome straniero e la passione per la navigazione, da lui condivisa prima della mia nascita con la mamma (Laura). A sei mesi i miei genitori mi portano in crociera con loro sul 35 piedi "Marea", che diventerà la mia prima palestra; giugno 1979: disalberiamo a Villefranche. Dalla mia culla in pozzetto dev'essere stato un bello spettacolo!!
Sul Marea - un Impala 35 disegnato da Sparkman and Stevens - imparo ad andare per mare. Si naviga molto, per piacere d'estate e per regate d'inverno. Sono una marinaretta instancabile e papà è un bravo comandante. Per 16 anni navighiamo insieme. Dall'età di 6 anni - inoltre - mi dedico alle derive (pur preferendo sempre la navigazione d'altura); si comincia - ovviamente - dai mitici Optimist!
Che grande scuola la vela!... un bimbo, una piccola barca, il mare: un bel modo per imparare ad arrangiarsi ed allo stesso tempo a socializzare, essere corretti con gli altri, tenere in ordine le proprie cose.
Dai 16 anni in poi devo navigare senza papà; mi fermo del tutto un paio d'anni, poi il richiamo torna, più forte di prima; ricomincio a fare regate nel Tigullio e subito dopo mi imbarco definitivamente, facendo della mia passione un mestiere. Lavoro su barche a vela come marinaio e - per puro caso - nel 2001 capito a bordo di un oggetto di cui mi innamorerò: Tirrenia II, un ketch aurico del 1914, che partecipa al circuito Prada, il challenge delle vele d'epoca. Mi imbarco per la stagione di regate e non scendo più; la barca naviga molto e l'armo - aurico - a me sconosciuto scatena la mia curiosità. D'inverno mi dedico agli infiniti lavori di manutenzione. Per 5 anni ho lavorato come secondo e nel frattempo mi sono laurata in Scienze Politiche.
Nel 2005 l'armatore Gianni Loffredo mi affida il comando e la gestione dei lavori di restauro.
In tutti questi anni il legno non mi distoglie dal resto del mondo della vela: continuo a partecipare alle regate ed a navigare su barche moderne.
Il Mini è sempre stato soltanto un sogno e tale è rimasto per molti anni. Nel 2006 decido che voglio provarci ed il sogno diventa - sulla carta - progetto; non ho mezzi, neanche per cominciare. Si parte da zero! Impiego 3 anni per trovare gli sponsor ed il finanziamento per comprare la barca.
Penelope è nata. E' solo un'idea, una lampadina che si è accesa dentro di me e non so più come fare a spegnere. Penelope cresce. Diventa progetto, coinvolge gente, sempre di più, sempre più appassionati . Fallisco più volte; tante porte in faccia, tante lacrime e delusioni, spesso voglio mollare e liberarmi di questo tarlo. Ma Penelope c'è, esiste già e gli amici la vogliono tenere in vita.
Primavera 2008: sembra che le energie di tutti vengano convogliate nella direzione giusta: il mio amico Paolo mi trova l'aggancio per il finanziamento; firmo il contratto che mi dissanguerà per i prossimi 10 anni, ma sono felice come non mai!! Ce l'abbiamo fatta!!! Non io, non da sola; il grande merito va a tutti gli amici che ci hanno creduto sempre, che non mi hanno mai abbandonata.
Ad ottobre 2008 - finita la stagione di regate - mi trasferisco in Bretagna per seguire la costruzione. L'anima di Penelope avrà un guscio.
AVANTI TUTTA!!! |